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Sito a cura del Dott. Salvatore Pollina

 

La SterilitÓ femminile.

 

Le indagini.

Il primo passo Ŕ sempre quello dell'anamnesi prima e della visita ginecologica dopo: tutta la storia medica dovrÓ essere raccontata dalla paziente con particolare precisione sugli aspetti riguardanti il ciclo mestruale.

La visita ginecologica.

Accertare manualmente la posizione, il volume dell'utero e la sua regolaritÓ, accertare se lo spostamento manuale provoca dolore o meno e con lo speculum accertare visivamente le condizioni del collo uterino (eventuali "piaghette", polipi ecc.).

L'ecografia pelvica.

Le informazioni fornite dagli esami ecografici sono di indubbia utilitÓ. L'ecografia pelvica consente di mettere in luce problemi alle ovaie, all'utero, la presenza di polipi, miomi ecc.

Isterosalpingografia.

╚ un esame radiologico che consente di valutare eventuali malformazioni o lesioni che possono essere alla base della sterilitÓ meccanica. Consiste nell'iniettare dell'utero e nelle tube un mezzo di contrasto e nell'eseguire una serie di radiografie per studiarne il percorso. Oggi rimane il pi¨ utilizzato, Ŕ a volte doloroso, non Ŕ privo di complicazioni. Le percentuali di errore sono piuttosto alte, specie se l'interpretazione non Ŕ affidata a personale competente.

Laparoscopia.

Decisamente pi¨ affidabile dell'isterosalpingografia , consente di valutare la presenza di endometriosi, di aderenze o di altre patologie che causano sterilitÓ, meccanica e non. Si esegue in anestesia generale: attraverso una piccola incisione dentro l'ombelico si inserisce una sonda ottica che consente di osservare tutti gli organi pelvici. La laparoscopia comporta, sia pur raramente, una serie di complicanze quali la lesione di un grosso vaso arterioso, piccole lesioni intestinali, dolori addominali. In tutti e tre i casi si tratta di complicanze di facile e rapida risoluzione che non lasciano conseguenze spiacevoli. La laparoscopia richiede un breve ricovero che pu˛ variare da alcune ore a due giorni.

La falloppioscopia.

Vi sono diverse modalitÓ di studio della struttura delle tube: esse possono essere incannulate durante la laparoscopia; vi si pu˛ iniettare un liquido medicato od aria in modo da valutarne la pervietÓ ed il tono muscolare; oppure si ricorre alla falloppioscopia, tecnica di grande utilitÓ ma non ancora cosý diffusa, che consiste nell'introdurre nelle tube attraverso l'utero un sottile catetere con una fibra ottica in modo da poter guardare da vicino lo stato di salute della parete interna della tuba, lungo il percorso che dovrÓ compiere l'ovulo. Grazie alla falloppioscopia Ŕ possibile anche notare eventuali danni a carico della mucosa tubarica che, altrimenti, non sarebbero evidenziabili con la laparoscopia.

Dosaggi ormonali (FSA-LH- 17 bestadiolo - Progesterone - Prolattico - Testosterone) : per la valutazione del ciclo mestruale.

Monitoraggio dell'ovulazione: con questo termine si definisce il controllo ecografico della crescita follicolare che pu˛ essere di base (per controllare se esista l'ovulazione) o dopo stimolazione con i vari induttori dell'ovulazione presenti in commercio.

Post Coital test (test dopo un rapporto completo): viene eseguito nel periodo dell'ovulazione, quando il muco cervicale Ŕ pi¨ recettivo alla penetrazione degli spermatozoi. Si esegue dopo 2/3 giorni di astinenza dei rapporti sessuali. Il momento pu˛ essere determinato tramite ecografia endovaginale o tramite temperatura basale oppure quando si nota una fluidificazione pi¨ marcata della secrezione vaginale. Nel giorno stabilito si deve avere un rapporto sessuale completo avendo cura di rimanere distesa per i successivi 15/20 minuti. Dopo 4/6 ore dal rapporto si preleva il muco mediante una semplice siringa e il muco si distende su un vetrino che viene subito messo al microscopio e si valuta la presenza o meno di spermatozoi mobili o no.

Tampone vaginale e del muco cervicale: si preleva in modo sterile il secreto vaginale e il muco in corrispondenza del collo uterino e si invia al laboratorio dove vengono ricercati i germi comuni e principalmente la Clamidia e il Micoplasma.

Le cause e le terapie.

SterilitÓ meccanica: nei casi di ostruzione tubarica lieve e cioŔ quando il quadro non Ŕ tra i pi¨ seri (tube congeste o tortuose ecc.) si possono effettuare idrotubazioni al settimo-decimo giorno del ciclo, per un massimo di sei cicli. Si introduce nell'utero, attraverso il canale cervicale, una piccola quantitÓ di aria seguita da liquidi medicati (antibiotici e idrocortisone) e poi ancora aria. Il liquido, spinto dall'aria, crea una pressione sulle tube e vi esercita una lieve azione terapeutica. Non Ŕ una pratica dolorosa, ma fastidiosa, che lascia come conseguenze dolore alle spalle per alcune ore. Attualmente nei casi di malattie tubariche (tube impervie, inaccessibili o inaffidabili) o di sterilitÓ meccaniche si tende a percorrere la strada della fecondazione in vitro o comunque della fecondazione assistita.

Endometriosi.

Cause: Ŕ una malattia subdola, dolorosa e capace di provocare anche una sterilitÓ permanente. Se in alcune donne non provoca alcun sintomo, in altre pu˛ affacciarsi con notevole violenza: in genere si manifesta con mestruazioni molto dolorose dopo che per anni non hanno dato alcun problema. Si manifesta quando l'endometrio (cioŔ la mucosa dell'utero che, dopo essersi preparata ad accogliere l'embrione, viene espulsa con il sangue durante il ciclo qualora non si sia verificato il concepimento) per motivi ancora sconosciuti compie un percorso inverso risalendo attraverso le tube fino alla cavitÓ addominale. L'endometriosi Ŕ davvero una malattia severa nei confronti della possibilitÓ di concepire: in molti casi anche quando si Ŕ raggiunta la completa guarigione (peraltro non facile da ottenere) la fertilitÓ rimane, almeno in parte, compromessa.

Terapia: durante una laparoscopia diagnostica se il medico si accorge di trovarsi in presenza di endometriosi solitamente interviene direttamente coagulando con la diatermia o con il laser il tessuto malato o asportando le cisti ovariche. Dopo la fase chirurgica la donna viene trattata con farmaci specifici: sono cure lunghe e fastidiose che comportano una serie di effetti collaterali spiacevoli. Le ricadute non sono rare, ma nel 60% dei casi trattati chirurgicamente si ottengono una guarigione e una discreta qualitÓ della vita.

SterilitÓ secondaria.

╚ cosý definita perchÚ insorge successivamente ad una gravidanza portata felicemente a termine con parto spontaneo o taglio cesareo oppure esitata in aborto spontaneo o provocato. In genere Ŕ legata a problemi di natura meccanica insorti inspiegabilmente in occasione della precedente gravidanza. Anche in questo caso la donna dovrÓ sottoporsi a esami di laboratorio e principalmente all'isterosalpingografia per diagnosticare eventuali ostruzioni meccaniche o infiammatorie delle tube. In seguito ad ulteriori accertamenti come monitoraggio dell'ovulazione ecc. e per il coniuge esame del liquido seminale.

 

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